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Museo dell’Orangerie a Parigi: Biglietti, Opere & Guida

Guida alla Visita del Museo dell’Orangerie: Biglietti, Opere d’Arte e Collezioni, Come Arrivarci, Cosa Vedere nei Dintorni e Altre Informazioni Pratiche.

Il Museo dell’Orangerie, nella splendida cornice del Giardino delle Tuileries, custodisce le otto grandi composizioni conclusive del ciclo delle Ninfee di Monet, capolavoro dell’artista, insieme a decine di altre preziose opere dell’impressionismo e dell’arte francese d’inizio Novecento.

Il Museo dell’Orangerie di Parigi, adagiato lungo la riva destra della Senna e circondato dal maestoso Giardino delle Tuileries, ospita una delle principali collezioni d’opere d’arte impressionista e post-impressionista della capitale francese, nonché una delle più importanti al mondo. In realtà la sua fama mondiale è dovuta per lo più alle grandi tele del celebre ciclo delle Ninfee di Monet, sublime capolavoro dell’artista raccolto in due sale ovali bianchissime. Solo visitando il museo ci si può rendere conto delle loro dimensioni: ogni tela è alta circa 2 metri e lunga fino a 17 metri!

Ma non sono solo le opere di Monet a rendere il Museo dell’Orangerie una tappa imperdibile per tutti gli amanti dell’arte contemporanea, qui è custodita infatti anche la preziosa Collezione Walter-Guillaume, con decine di capolavori d’artisti del XIX e XX secolo come Cézanne, Matisse, Renoir, Modigliani e molti altri. Una visita al museo è inoltre l’occasione ideale per passeggiare tra i bei viali del Giardino delle Tuileries, voluto come giardino reale da Caterina de’ Medici alla metà del XVI secolo.

Museo dell’Orangerie: Il Museo dell’Impressionismo a Parigi

Situato all’estremità occidentale del Giardino delle Tuileries, il Museo dell’Orangerie ha una storia tanto affascinante quanto le opere che custodisce. Il modesto edificio che lo accoglie, affacciato sulla grande Place de la Concorde, era infatti – come il nome suggerisce – una serra per gli agrumi, pensata come riparo per gli aranci del giardino reale che fu di Caterina de’ Medici. A volerla fu l’imperatore Napoleone III: dal 1852 aveva commissionato una profonda trasformazione del giardino, con nuove statue e piante esotiche, così si era reso necessario costruire due edifici gemelli, l’Orangerie su un lato e il dirimpettaio Jeu de Paume sull’altro.

Questa serra ottocentesca ancora oggi presenta una grande vetrata sul lato più esposto al sole, nonostante la sua originaria destinazione non durò a lungo e l’Orangerie cambiò più volte destinazione d’uso fin quando – alla fine della Prima Guerra Mondiale – entrambi gli edifici furono trasformati in gallerie d’arte, il Jeu de Paume votato alle mostre temporanee, mentre l’Orangerie avrebbe dovuto accogliere l’arte contemporanea occidentale.

Il Giardino delle Tuileries – parco reale voluto da Caterina de’ Medici nel XVI secolo e rimodellato da Napoleone III alla fine del XIX – funge da meravigliosa cornice per i capolavori impressionisti del Museo dell’Orangerie.

Qui la storia del Museo dell’Orangerie incontrò quella di Claude Monet: l’artista, nei suoi ultimi anni di vita, era pervaso dall’ossessione del voler creare qualcosa di definitivo, capace di dare un senso all’incredibile opera che lo aveva impegnato per oltre trent’anni, ovvero il ciclo delle Ninfee (Nymphéas) che contava ormai oltre un centinaio di quadri. L’artista scrisse direttamente a Georges Clémenceau, che all’epoca ricopriva la carica primo ministro francese ma di cui era anche amico, di voler donare alla Francia un’opera monumentale, firmata in occasione della vittoria della guerra.

E sebbene l’idea di un ciclo decorativo circolare, pensato per essere apprezzato sul muro, fosse qualcosa di relativamente nuovo per Monet, ben presto Clémenceau riuscì a convincerlo a donare non soltanto un’opera, ma l’intero ciclo, che avrebbe trovato collocamento magari nel Museo dell’Orangerie adattato appositamente per accoglierle. La donazione venne ufficializzata nel 1920, ma Monet, nel tormento dei suoi ultimi anni, continuò a voler tenere i pannelli per sé. In preda al dubbio continuò a ritoccarli e perfino arrivò a distruggerne alcuni, fino a quando con la sua morte – nel 1926 – l’opera passò finalmente allo stato francese, che poco dopo la svelò al mondo nell’Orangerie.

Tra il 1959 e il 1963 il Museo dell’Orangerie si arricchì della pregiata collezione di Paul Guillaume, grande mercante d’arte e collezionista, considerata una delle più belle raccolte europee di dipinti realizzati tra il 1860 e il 1930. Tra le 148 opere della collezione spiccano 25 opere di Renoir e 15 di Cézanne, ma anche 12 dipinti di Picasso e 10 di Matisse, insieme ad opere di Derain, Utrillo e Soutine.

Acquistata dallo stato francese da Domenica, vedova di Guillaume, la collezione è stata destinata al Museo dell’Orangerie anche in rispetto della volontà del collezionista, che aveva da sempre manifestato il desiderio di fondare un museo dedicato all’arte francese moderna. Nel 1944 – durante la liberazione di Parigi – il Museo dell’Orangerie fu bombardato insieme al Giardino delle Tuileries e le bombe causarono seri danni al ciclo delle Ninfee di Monet. Il capolavoro e le sale del museo sono state in seguito salvate da diversi restauri, il più recente nei primi anni 2000.

Le Opere del Museo dell’Orangerie

Il Museo dell’Orangerie è di dimensioni piuttosto modeste. È disposto su tre livelli, di cui uno – intermedio – ospita soltanto la caffetteria e la libreria-boutique. Il piano terra è interamente dedicato alle famose opere di Claude Monet, disposte su due sale ovali, mentre nel seminterrato (livello -2) sono ospitate le opere della Collezione Walter-Guillaume, che per volontà della vedova ha preso il nome di entrambi i suoi defunti mariti, Jean Walter e Paul Guillaume.

Le Ninfee di Monet

Le più famose opere del Museo dell’Orangerie si aprono immediatamente davanti agli occhi dei visitatori che dopo l’ingresso procedono nella Petite Rotonde, saletta ovale dedicata a mostre temporanee in dialogo tematico con l’opera di Monet, per entrare nelle due famose sale ovali. Qui sono esposte le celebri otto composizioni delle Ninfee di Monet, disposte su due sali ovali messe in comunicazione da due passaggi per i visitatori, che tracciano sulla pianta il segno dell’infinito e inglobano lo spettatore in un paesaggio acquatico dominato da ninfee, rami di salici, alberi riflessi e nuvole.

La sensazione è notevole, ci si trova circondati da circa 100 metri lineari di pittura – tanto sono lunghi gli otto pannelli sommati – in uno spazio in cui nulla è lasciato al caso. Il modo in cui le opere sono esposte è stato elaborato infatti dallo stesso Monet in collaborazione con l’architetto Camille Lefèvre: l’artista ha calcolato e definito perfettamente la forma delle sale e la disposizione delle tele, cosicché la luce naturale e il suo variare quotidiano avrebbe contribuito a creare l’opera, rendendo vive le scene d’alba e tramonto e restituendo i colori proprio così come l’artista li aveva pensati.

E in fondo tutta questa attenzione è comprensibile: le composizioni delle Ninfee di Monet esposte al Museo dell’Orangerie sono il vero e proprio capolavoro dell’artista, opera conclusiva e ultima, a coronamento dell’intero ciclo delle Ninfee iniziato quasi trent’anni prima. Ritenute una delle più grandi realizzazioni monumentali della pittura di inizio Novecento, queste due sale sono state definite la “Cappella Sistina dell’impressionismo” da André Masson, anche se per molti decenni – dall’apertura dell’esposizione nel 1927 fino ai primi anni ’50 – l’opera venne del tutto ignorata e denigrata, tant’è che il Museo dell’Orangerie usò più volte degli espedienti per nasconderne la vista.

Ispirate – come altre centinaia d’opere simili di Monet – dallo stagno che l’artista aveva creato nella sua casa di Giverny, in Normandia, le grandi tele alte 2 metri e di lunghezza variabile fino a 17 metri rappresentano «l’illusione di un tutto senza fine, di un’onda senza orizzonte e senza rive», secondo lo stesso Monet. Entrando nella prima sala ovale ci si trova di fronte la composizione Reflets verts – pura rappresentazione dell’acqua dello stagno di Giverny – e alle spalle Soleil couchant, caratterizzata dagli sgargianti riflessi del cielo al tramonto tra la vegetazione acquatica.

A destra Matin evoca la tenue luce del mattino, mentre di fronte – in Les Nuages – si ammira un bellissimo cielo visibile esclusivamente attraverso il suo riflesso nello stagno. Entrando nella seconda sala ci si trova di fronte Les Deux Saules, la più grande delle composizioni, una favolosa vista panoramica sulla superficie piana dello stagno. Alle spalle, le cupe tonalità di Reflets d’arbres sono interrotte solo dalle ninfee rosa e bianche che si insinuano tra i riflessi dei salici, mentre sui lati dialogano tra loro due composizioni molto simili, Le Matin clair aux saules e Le Matin aux saules.

La collezione Walter-Guillaume

La visita al Museo dell’Orangerie continua nel piano seminterrato, dove sono esposte le opere della Collezione Walter-Guillaume e dove spesso si tengono anche interessanti mostre temporanee. Il percorso espositivo è organizzato per artista, sulla falsariga di un tema molto caro a Paul Guillaume, quello dell’arte francese a cavallo tra le due guerre, ben rappresentata dal titolo Les Arts à Paris, lo stesso di una rivista fondata dal collezionista nel 1918.

Partendo dalla collezione di opere di Chaïm Soutine si procede verso Maurizio Utrillo e Henri Rousseau, non prima di aver ammirato un’assaggio di arte non-occidentale, altro tema caro a Guillaume. Un’ampia sala è dedicata a André Derain, seguita dalle opere di Maria Laurencin ed Henri Matisse, per concludere con le sale dedicate a Paul Cézanne e Pierre-Auguste Renoir. Tra le più importanti opere della collezione ci sono “Ritratto di Madame Cézanne” di Cézanne, accompagnato da diverse sue nature morte e paesaggi, e diverse opere di Rousseau, come “Nozze in campagna”, “Bambina con bambola”, “Il calesse di papà Junier” e “Fabbrica di sedie ad Alfortville”.

Anche Renoir è ben rappresentato con diverse famose opere, come “Yvonne et Christine Lerolle au piano”, “Il Clown”, “Gabrielle e Jean” e “Femme nue dans un paysage”, mentre tra le varie sensuali opere di Matisse è facile riconoscere “Odalisque à la culotte grise”. Diverse anche le opere di Derain, che spaziano tra diversi stili e soggetti, mentre la selezione di opere di Modigliani, vanta anche uno dei suoi capolavori più famosi: “Il giovane apprendista”. Anche l’opera di Picasso è rappresentata in diverse fasi del suo percorso stilistico, con una modesta selezione di tele tra le quali spiccano la “Grande baigneuse”, ma anche opere cubiste come “Grande nature morte” e “Femme au tambourin”.

La collezione del Museo dell’Orangerie è completata infine da diverse interessanti opere di Chaïm Soutine e Maurizio Utrillo, il cui successo è stato in larga misura legato alla scoperta da parte di Paul Guillaume. Di quest’ultimo sono esposte alcune delle opere più celebri, come “Rue du Mont-Cenis” e “La Maison Bernot”. Oltre alle opere d’arte più famose, il Museo dell’Orangerie espone a rotazione anche decine di lavori meno noti, che nel complesso contribuiscono ad una panoramica certamente interessante sull’impressionismo e sull’arte francese della prima metà del Novecento.

Biglietti per il Museo dell’Orangerie

I Biglietti per il Museo dell’Orangerie costano 12,50€ e possono essere acquistati online, in questo modo il biglietto include la prenotazione dell’orario di ingresso con accesso prioritario salta-fila (fortemente raccomandata da parte del museo, in quanto molto visitato e di dimensioni relativamente contenute, il che porta a lunghe file). Il biglietto include la visita di tutte le collezioni permanenti, incluse le famose Ninfee di Monet, e di tutte le mostre temporanee in corso.

L’ingresso è gratuito per i possessori del Paris Pass, la carta cittadina che permette di entrare gratuitamente nella maggior parte dei musei e delle attrazioni di Parigi. Inoltre, l’ingresso è gratuito per i cittadini UE fino a 25 anni e la prima domenica del mese, con prenotazione obbligatoria.

Biglietti Museo d’Orsay e Orangerie

Il Museo dell’Orangerie è una costola del famosissimo Museo d’Orsay, situato proprio di fronte, sulla riva opposta della Senna. Agli appassionati d’arte è vivamente consigliato visitare entrambi i musei, che offrono la più ampia panoramica sull’arte moderna e contemporanea francese.

Si può optare per un biglietto combinato che permette di visitare entrambi i musei oppure, in alternativa, si possono acquistare separatamente i biglietti per il Museo d’Orsay. In entrambi i casi è inclusa la prenotazione dell’ingresso che permette di saltare le lunghe file.

Biglietti Museo dell’Orangerie e Museo Marmottan Monet

Al Museo dell’Orangerie sono custodite le opere conclusive del ciclo delle Ninfee, ma la più grande collezione al mondo di opere di Monet è esposta al Museo Marmottan Monet, certamente uno dei più interessanti musei di Parigi. Qui sono custodite anche le opere di Berthe Morisot, prima pittrice impressionista, oltre ad altri capolavori di artisti coevi, alla Collezione Marmottan d’arte francese del periodo napoleonico e alle preziose miniature medievali e rinascimentali della Collezione Wildenstein.

Anche in questo caso, si può optare per un biglietto combinato che permette di visitare entrambi i musei oppure, in alternativa, si possono acquistare separatamente i biglietti per il Museo Marmottan Monet.

Mappa del Museo dell’Orangerie

Una brochure ed una mappa del Museo dell’Orangerie è solitamente disponibile gratuitamente per i visitatori all’entrata del museo, altrimenti potrete scaricarla da qui.

Orari del Museo dell’Orangerie

Il Museo dell’Orangerie è aperto tutti i giorni ad eccezione del martedì, dalle 9.00 alle 18.00, con ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. Considerate che è un museo piuttosto famoso, per cui il periodo migliore per vedere le opere senza troppa calca è nelle prime fasce orarie del mattino, oppure nel tardo pomeriggio. In ogni caso, è consigliabile entrare almeno 1 ora prima della chiusura.

Come Arrivare al Museo dell’Orangerie

Il Museo dell’Orangerie si raggiunge facilmente da Place de la Concorde ed ovviamente dal Giardino delle Tuileries. Le fermate della metro più vicine sono Concorde (linee 1, 8 e 12) e Tuileries (linea 1). Il museo è raggiungibile facilmente anche con il Batobus o con i Bus Turistici di Parigi.

Cosa Vedere nei Dintorni del Museo dell’Orangerie

Il Museo dell’Orangerie si trova nel cuore del meraviglioso Giardino delle Tuileries, una passeggiata imperdibile che collega in pochi passi la grande Place de la Concorde al Museo del Louvre. Considerato giardino reale fino alla fine dell’Ottocento, quando venne definitivamente aperto al pubblico e cominciò a riempirsi di acrobati, teatri di marionette e chioschi, oggi merita certamente una visita e tra i suoi viali – specialmente intorno al Museo dell’Orangerie – si possono ammirare diverse sculture contemporanee, con opere di Dubuffet, Rodin e molti altri artisti internazionali.

Gli appassionati d’arte hanno soltanto l’imbarazzo della scelta: nei dintorni ci sono alcuni tra i più famosi musei al mondo! La ricchissima collezione d’arte moderna e contemporanea di Parigi è sparsa principalmente tra il vicino Museo d’Orsay – meno di 5 minuti a piedi attraverso la Passerelle Léopold-Sédar-Senghor – e il Centre Pompidou, raggiungibile con una facile passeggiata di mezz’ora. Il Museo del Louvre si trova a pochi passi, così come gli spazi espositivi del Grand Palais e del Petit Palais.

Accanto al Louvre si può visitare anche l’interessante Musée des Arts Décoratifs, che spazia dalla moda al design e alla pubblicità, mentre la vicina Bourse de Commerce ospita le preziose opere della Collezione Pinault. Altre tappe imperdibili sono sicuramente il Museo Picasso Parigi, che custodisce una delle più importanti collezioni al mondo di opere dell’artista, e il Museo Rodin, dedicato alla vita e all’opera dello scultore, in un elegante palazzo settecentesco a due passi dall’Hôtel des Invalides, dove si può ammirare la maestosa Tomba di Napoleone e l’interessante Musée de l’Armée, dedicato alla storia militare francese.

Una passeggiata lungo la Senna o attraverso gli Champs-Élysées conduce nel tempio dell’alta moda, dove si può visitare la Galerie Dior per poi giungere al Palais de Tokyo, che ospita le preziose collezioni del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Proprio di fronte, il Musée du Quai Branly espone una vasta collezione dedicata all’arte primitiva e tribale, a due passi dalla Torre Eiffel. Una breve corsa in metro o sulla RER permette di visitare le opere impressioniste e i tesori d’arte medievale del Museo Marmottan Monet e le famosissime mostre temporanee della Fondazione Louis Vuitton.

Domande Frequenti sul Museo dell’Orangerie

Cosa c’è da vedere al Museo dell’Orangerie?

Il Museo dell’Orangerie è famoso per le Ninfee di Monet: otto grandi composizioni, considerate l’opera ultima dell’artista e conclusione del ciclo delle Ninfee (circa 300 dipinti in totale) sono esposti in circolo su due grandi sale ovali. Inoltre, il museo espone la preziosa Collezione Walter-Guillaume, con opere di altri impressionisti e di alcuni tra i più grandi artisti francesi del primo Novecento, come Cézanne, Rousseau, Renoir, Utrillo e Picasso.

Quanto tempo ci vuole per visitare il Museo dell’Orangerie?

Il Museo dell’Orangerie è relativamente piccolo e compatto: considerate da 1 a 2 ore per visitarlo completamente e in tutta calma.

Cosa non perdere al Museo dell’Orangerie?

Sicuramente le due sale ovali con le otto composizioni delle Ninfee di Monet sono l’opera imperdibile del Museo dell’Orangerie. Oltre a queste, la Collezione Walter-Guillaume (al Livello -2) espone diverse opere d’arte di primo piano di Rousseau, Renoir, Cézanne, Derain, Modigliani e Matisse, ma anche decine di opere meno famose, ma di grande interesse, di Chaïm Soutine, Maurizio Utrillo e Maria Laurencin.

Dove vedere le Ninfee di Monet a Parigi?

Quando ci si riferisce alle Ninfee di Monet spesso si parla delle grandi composizioni esposte al Museo dell’Orangerie, ma ci sono centinaia di dipinti di dimensioni minori sparsi nei musei di tutto il mondo. Altri dipinti più piccoli, ma altrettanto significativi, delle Ninfee di Monet a Parigi si possono ammirare nel Museo Marmottan Monet, che custodisce la più grande collezione al mondo di opere dell’artista, e al Museo d’Orsay.

Dove sono esposti i quadri di Monet a Parigi?

I quadri di Monet a Parigi sono esposti al Museo Marmottan Monet, che espone alcune tra le opere più celebri ed offre una panoramica completa dell’opera dell’autore. Al Museo dell’Orangerie sono esposte le composizioni delle Ninfee di Monet, considerate il più grande capolavoro dell’artista e dell’impressionismo in generale, mentre altre opere minori sono esposte al Museo d’Orsay e al Museo del Louvre.


Foto di copertina: Brady Brenot (CC BY-SA 4.0)

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