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GUIDE DI VIAGGIO / ALBANIA

Valona (Albania): Cosa Vedere e Guida di Viaggio

La guida pratica alla visita di Valona: le migliori cose da vedere e da fare in città e nei dintorni, i migliori ristoranti e hotel e consigli pratici per organizzare il viaggio.

Dietro la sua facciata di grigia città portuale, Valona sorprende per la sua vivacità, la buona offerta di hotel e ristoranti, le tracce di alcuni dei momenti più salienti della storia albanese e la vicinanza ad alcuni dei paesaggi più belli ed autentici della regione.

Valona, che in albanese si chiama Vlorë, è una delle principali città dell’Albania, secondo porto per importanza – con traghetti diretti da Brindisi – e porta d’accesso alle meraviglie della costa meridionale della Riviera Albanese, tra le baie nascoste della penisola di Karaburun, i paesaggi montuosi del Passo di Llogara e un paio di sceniche strade costiere che attraversando villaggi senza tempo portano verso le mete estive più gettonate del paese: Dhërmi, Himarë, Saranda e Ksamil.

Dietro la sua scorza di città portuale, i suoi palazzoni grigi e sobborghi fatiscenti, si nasconde un’animo vivace, un lungomare costeggiato di hotel e locali alla moda, buoni ristoranti di pesce e specialità tradizionali. Le sue spiagge non saranno belle come quelle dei villaggi un po’ più a sud, ma Valona si fa apprezzare per la sua atmosfera meno caotica, uno stile di vita rilassato e un rapporto qualità prezzo generalmente favorevole.

Le tariffe degli hotel sono tra le migliori della Riviera Albanese e basta allontanarsi poco dal porto, scendendo lungo il litorale a sud – verso i villaggi di Radhimë e Orikum – per trovare belle spiagge affacciate sul mare cristallino ed un’ampia scelta di hotel di buon livello. Questo rende Valona una buona scelta sia per chi è di passaggio, che per chi decide di fermarsi qualche giorno ed esplorare i suoi interessanti dintorni, ricchi di opportunità per gite in barca, escursioni nella natura e deviazioni alla scoperta della gustosa e autentica gastronomia locale.

IN QUESTA GUIDA

VALONA: LA PORTA D’ACCESSO ALLA RIVIERA ALBANESE


01 – COSA VEDERE A VALONA: UNA PASSEGGIATA NEL CENTRO CITTÀ

02 – COSA VEDERE NEI DINTORNI DI VALONA

03 – I MIGLIORI HOTEL DI VALONA

04 – I MIGLIORI RISTORANTI DI VALONA

05 – COME ARRIVARE A VALONA

Valona è una delle città più antiche e più grandi dell’Albania, nota più per il suo porto – il secondo per grandezza del paese – che per le sue attrazioni. Ma andando oltre lo sguardo superficiale si scopre una città ricca di storia, incastonata in un paesaggio che spazia dalle spiagge nascoste della Penisola di Karaburun alle alte ed aspre vette dei Monti Acrocerauni, tra paesaggi autentici, borghi senza tempo e selvagge montagne tutte da esplorare.

Affacciata sul Canale d’Otranto, a meno di 80 km dalla costa italiana, Valona è l’erede dell’antica colonia greca di Aulona, fondata nel VI secolo a.C. lungo le coste illiriche, poco più a sud di un’altra importante città antica: Apollonia. Con il tempo divenne parte della provincia romana dell’Epiro e si sviluppò come porto di notevole importanza. Attraverso i secoli divenne prima sede vescovile sotto il controllo prima di Roma e poi di Costantinopoli, poi si sviluppò come un principato indipendente chiamato Despotato di Valona e Kanina, nella sfera d’influenza veneziana.

Esposta ai venti della storia che tra il ‘400 e gli inizi del ‘900 soffiavano sui Balcani, in una giostra di passaggi di mano tra bizantini, veneziani e turchi ottomani, Valona divenne la culla del sentimento nazionale albanese e qui nel 1912 – nel pieno della Prima Guerra Balcanica – il politico locale Ismail Qemali, leader di un movimento di sole 83 persone, proclamò l’indipendenza dell’Albania dall’impero Ottomano. Valona divenne quindi la prima capitale dell’Albania, sede del governo provvisorio fino alla fine della guerra, quando con l’istituzione del Principato d’Albania – forma di governo ufficiale – la capitale venne trasferita a Durazzo.

Con il collasso politico dell’Albania allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la città e la regione di Valona, così come la vicina isola di Saseno, vennero occupate dal Regno d’Italia. Il dominio italiano nell’area venne consolidato con il Patto di Londra e con ulteriori accordi immediatamente successivi alla guerra, che garantivano sovranità all’Italia su Valona e sul territorio circostante, mentre istituivano un protettorato italiano sul restante territorio d’Albania indipendente. Questo scatenò una vera e propria guerriglia tra i locali e le forze d’occupazione italiana.

Tuttavia all’alba della Seconda Guerra Mondiale l’area venne nuovamente occupata dalle forze italiane e così Vittorio Emanuele III ottenne il titolo di Re d’Italia e d’Albania. Solo al termine della guerra il territorio venne gradualmente riconquistato dai partigiani albanesi e per il resto ceduto dagli italiani in seguito ai trattati che sancivano la fine del conflitto. L’Albania scivolò rapidamente in una dittatura comunista che sarebbe durata molti anni e concesse le basi navali a sud di Valona e sull’isola di Saseno alla marina sovietica.

L’alleanza con i sovietici si dimostrò non duratura e Valona rischiò di essere invasa dall’URSS. Fortunatamente ciò non avvenne e la città rimase grosso modo pacifica fino al 1997, quando divenne uno degli epicentri della tragica guerra civile che scosse l’Albania. Oggi è una città in crescita, che si sta rapidamente affacciando alla modernità e al turismo internazionale. Le belle spiagge a sud di Valona, verso i villaggi di Radhimë e Orikum, sono costeggiate da hotel di buon livello e buoni ristoranti di pesce. Allo stesso modo è la selvaggia zona a ridosso della Laguna di Narta, poco più a nord di Valona.

E anche se il lungomare cittadino è affacciato su un mare che non è bello quanto quello dei borghi situati più a sud della Riviera Albanese, Valona è oggi una meta facilmente accessibile, economica e vivace, ideale punto di partenza per esplorare la regione circostante e la bella costa del sud dell’Albania.

COSA VEDERE A VALONA: UNA PASSEGGIATA NEL CENTRO CITTÀ

CENTRO STORICO DI VALONA

Se il cuore moderno, vivace e pulsante di Valona è il suo lungomare costeggiato di palazzi moderni, hotel, bar e ristoranti, affacciati su decine di chilometri di spiagge, vale la pena addentrarsi nel labirinto di vie che porta verso il centro storico per scoprire il lato più antico e autentico della città. Il modo più facile per arrivarci è seguire l’unico viale rettilineo che taglia in due il centro città (Boulevard Ismail Qemali) fino alla Piazza della Bandiera.

Proseguite a piedi lungo la piccola Rruga Justin Godart – una viuzza che si trova proprio alle spalle del grosso parallelepipedo di cemento di nuova costruzione che domina la piazza – e che rappresenta uno dei nuclei più antichi della città. Un tempo era il vecchio quartiere ebraico, abitato per lo più da una numerosa comunità di ebrei di Ioannina. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il quartiere divenne sempre più degradato e fatiscente, ma recentemente è stato oggetto di vasti lavori di riqualificazione e restauro.

Le case colorate in Rruga Justin Godart, la parte recentemente restaurata del centro storico di Valona. Foto di Albinfo – CC BY 4.0.

Le facciate delle case sono state ridipinte con vivaci colori pastello e il borghetto, che si estende su un paio di stradine e una piazzetta, è ora uno degli angoli più carini di Valona ed il posto ideale per una breve passeggiata, un caffè o un drink in uno dei vari localini alla moda. Ci sono anche un paio di buoni B&B ospitati nelle vecchie case del centro storico, il Bohemian Boutique Suites e Foleza. Questo è il punto ideale per cominciare la visita alle principali attrazioni del centro storico: i due piccoli musei cittadini dedicati alla storia e alla cultura locale si trovano proprio ad un passo da qui.

Mentre il museo storico ha una piccola collezione sulla storia della città, che spazia dai tempi dell’antica Grecia alla storia del ‘900, il museo etnografico espone oggetti e fotografie sul folklore locale. Ospitato in una casa tradizionale, è un buon posto per avere una breve e interessante panoramica sui costumi albanesi, vedere capi di abbigliamento tradizionali e oggetti d’uso comune che fino a pochi anni fa (e tutt’ora nelle zone più remote del paese) era facile trovare nelle case del posto.

MONUMENTO ALL’INDIPENDENZA

Tornando verso la Piazza della Bandiera, potrete vedere il grosso Monumento all’Indipendenza che celebra per l’appunto la dichiarazione d’indipendenza albanese del 1912. Sorto proprio sul luogo dove ancora oggi è possibile vedere le rovine dell’antica città di Aulona, l’antenata greca di Valona, il monumento è un’opera di Mumtaz Dhrami, che durante l’epoca socialista fu uno degli scultori maggior rilievo e autore di vari monumenti commissionati dal governo e sparsi in tutto il paese.

Seppur privo di particolare attrattiva estetica, il monumento è un buon pretesto per apprendere qualcosa di più sulla storia di Valona. La città ha ricoperto infatti un ruolo fondamentale nella storia nazionale albanese, perché fu la prima capitale dopo la dichiarazione di indipendenza dall’Impero Ottomano, avvenuta nel 1912. Qui il governo provvisorio ebbe la sua sede fino al 1914, quando passò i propri poteri al Principato d’Albania, il nuovo governo ufficiale, e la capitale fu trasferita a Durazzo. Tirana divenne capitale solo nel 1920, in seguito al raggiungimento di un’accordo tra le diverse rappresentanze del nord e del sud del Paese, all’epoca in aperto contrasto tra di loro.

Il Monumento all’Indipendenza Albanese a Valona. Foto di Leif Hinrichsen – CC BY-NC 2.0.

MOSCHEA MURADIE E KUZUM BABA

La più antica moschea di Valona, la piccola Moschea Muradie, si trova a pochi passi dalla Piazza della Bandiera ed è un capolavoro d’architettura ottomana risalente alla prima metà del ‘500. Costruita durante il regno del sultano Solimano il Magnifico, presenta un corpo principale – quello della sala di preghiera – caratterizzato da una alternanza di pietre di diverso colore.

Questo è ciò che resta di una precedente chiesa bizantina, probabilmente risalente al XII secolo, convertita in moschea dal famoso architetto turco-ottomano Mi’mār Sinān, uno dei più apprezzati dell’epoca e autore di alcuni dei palazzi e delle moschee più sontuosi del mondo. Sua è l’aggiunta del minareto alto 18 metri – avvenuta nel 1537 – e la progettazione degli interni, in verità molto semplici e modesti. Chi volesse dare un’occhiata alla sala di preghiera può farlo durante gli orari di apertura: la moschea è liberamente accessibile anche ai non musulmani.

Dopo aver visitato la moschea affrontate la breve salita fino al Kuzum Baba, una terrazza sulla sommità della collinetta che domina la città, dalla quale si ha una vista panoramica su tutta Valona e sul mare. Qui potrete dare un’occhiata al Tempio Bektashi, una confraternita islamica di dervishi-sufi di derivazione sciita, un tempo diffusa tra i giannizzeri ottomani, poi bandita dalle riforme di Atatürk nel 1925, il che portò i Bektashi a trasferire la propria sede in Albania.

Un tempo fortemente osteggiato dal regime comunista, il bektashismo è oggi un culto piuttosto diffuso in Albania e si caratterizza per l’essere meno rigido e più liberale rispetto all’islam tradizionale, basato sulla concezione mistica dell’amore per l’uomo e per la natura, che include la piena parità tra uomini e donne, sia nella vita civile e sia in quella religiosa. La teqqe – ovvero il luogo sacro dei Bektashi – di Valona prende il nome da Baba (Padre) Kuzum, leader della comunità che, secondo la tradizione, è sepolto lì. La terrazza è visitabile liberamente, così come il tempietto che però ha orari di apertura variabili.

La Moschea Muradie di Valona vista dall’altura del Kuzum Baba.

MUSEO NAZIONALE DELL’INDIPENDENZA

Tra le cose da vedere a Valona non si può non citare il Museo Nazionale dell’Indipendenza, situato nei pressi del porto, il posto ideale per imparare qualcosa di più sull’avvincente storia della nascita del moderno stato d’Albania, a partire dall’audace dichiarazione di indipendenza del 1912. Istituito nel 1936 come Museo Storico dell’Albania, è stato il primo museo in assoluto del paese ed è situato in quello che fu l’edificio dove venne firmata la dichiarazione d’indipendenza albanese e servì come sede del primo governo dell’Albania.

Con una breve visita si può vedere quello che era l’ufficio di Ismail Qemali, ritenuto il fondatore dell’Albania indipendente e primo capo di stato albanese, oltre ad un’interessante collezione di reperti, fotografie e persino il manoscritto originale della dichiarazione di indipendenza, firmato da Qemali.

COSA VEDERE NEI DINTORNI DI VALONA

MONASTERO DI ZVËRNEC E LAGUNA DI NARTA

Fuggite dal caos della città trovando rifugio nella sorprendente cornice del Monastero di Zvërnec o Monastero di Santa Maria (Manastiri i Shën Mërisë), situato sulla piccola isola boscosa di Zvërnec, incastonata nella Laguna di Narta (Laguna e Nartës), circa 10 chilometri più a nord di Valona. Collegata alla terraferma da una suggestiva passerella in legno lunga 270 m, l’isola di Zvërnec ha mantenuto praticamente intatto il suo carattere selvaggio, con i suoi boschi di pini che offrono rifugio a decine di specie di uccelli migratori.

Il Monastero di Zvërnec nella Laguna di Narta, poco a nord di Valona.

Il Monastero di Zvërnec, facilmente accessibile con una breve passeggiata, è un gioiello bizantino risalente al XIII secolo, ben conservato nella sua forma ed atmosfera originale. Varcando la porticina d’ingresso potrete ammirare l’antica iconostasi lignea finemente intagliata. Il posto è ancora poco noto ai turisti, mentre è facile imbattersi in qualche coppia di sposi locali venuta per scattare le proprie foto di matrimonio.

La Laguna di Narta si estende a nord per una decina di chilometri, separata dal mare da uno stretto e selvaggio braccio di terra, e forma una riserva naturale protetta che ospita oltre 3.000 fenicotteri e 35.000 uccelli svernanti. Tra le zone umide e le dune sabbiose si nascondono decine di specie, molte delle quali avvistabili per lo più d’inverno, come l’airone cenerino, il cormorano, il germano reale, la marzaiola, l’airone bianco maggiore, l’airone rosso, la beccaccia di mare e la pettegola.

La zona a nord invece è occupata per lo più dalle Saline di Skrofotinë, le cui acque spesso assumono delle scenografiche colorazioni che vanno dall’arancio, al rosso e al porpora, dovute ai microrganismi che vivono naturalmente in ambienti ad elevate concentrazioni saline. Intorno si apre una campagna coltivata ad oliveti e vigneti, essendo la zona di Narta – a maggioranza cristiano-ortodossa in una regione a maggioranza musulmana – rinomata per sua la produzione vinicola.

Per arrivare al Monastero di Zvërnec dal centro di Valona si può percorrere Rr. Sazani, una strada che dapprima attraversa una vecchia e desolata zona industriale e sobborghi poco invitanti per poi correre lungo una pineta e costeggiare campeggi e spiagge piuttosto popolari in estate. In meno di mezz’ora arriverete ad una piccola stradina che costeggia la laguna e termina con un piccolo parcheggio, proprio vicino all’inizio della passerella per l’isola.

CASTELLO DI KANINA, ORIKUM E LA CHIESA DI MARMIROI

I dintorni di Valona sono pieni di luoghi che vale la pena esplorare, a cominciare dal Castello di Kanina (Kalaja e Kaninës), arroccato su una collina che domina la campagna a soli 5 km a sud-est del centro di Valona. Anche se oggi ne restano giusto poche rovine, questo un tempo era uno dei castelli più imponenti d’Albania, costruito nel III secolo e successivamente trasformato in un borgo fortificato, racchiuso tra possenti mura difensive in posizione di vantaggio sull’intera costa e vallata circostante.

Col passare dei secoli la rocca perse gradualmente prestigio ed importanza militare, così il paese – un modesto villaggio di contadini – si spostò via via al di fuori delle mura, ai piedi della collina al di sotto del castello, dove si trova ancora oggi. Anche se non c’è molto da vedere, è una buona tappa per godere di una vista impareggiabile sulla costa – da un lato – con la penisola di Karaburun e l’isola di Saseno (Sazan) sullo sfondo, e sulle campagne circostanti dal lato opposto.

Il borgo di Orikum, affacciato sulla Baia di Valona e incastonato tra selvagge montagne e la Penisola di Karaburun, vanta una storia millenaria ed alcune tra le più belle spiagge di Valona.

Quindi proseguite lungo il Vlora Bypass, la nuova strada panoramica inaugurata nel 2021 che passa a mezzacosta fino a raggiungere il villaggio di Orikum, offrendo favolose viste sulla costa, sulla città e sull’intera Baia di Valona. Adagiata all’estremità della baia, la piccola Orikum è affacciata su belle spiagge che la rendono una vivace meta di mare l’estate e un villaggio piuttosto desolato d’inverno.

Il suo nome deriva dall’insediamento romano di Oricum, fondato nel VII secolo a.C. nei pressi della vicina Laguna di Pasha Liman, i cui resti sono ancora oggi visibili ma situati all’interno della Base Navale di Pasha Liman, una delle più importanti della marina militare albanese e che ai tempi della Guerra Fredda ospitava anche una piccola flotta di sommergibili spia sovietici. Si può provare a chiedere alle guardie all’ingresso il permesso di entrare in auto per visitare le rovine, anche se non sono particolarmente valorizzate e in definitiva non c’è molto da vedere.

Piuttosto dirigetevi verso la minuscola Chiesa di Marmiroi, un gioiello bizantino ben nascosto e di cui davvero poche persone conoscono l’esistenza. Adagiata su un piccolo colle appena fuori dal villaggio, questa chiesetta si raggiunge percorrendo alcune centinaia di metri di strada di campagna sterrata per poi dover parcheggiare e continuare a piedi, in direzione della chiesa racchiusa tra resti di mura di fortificazione che si vede nel cuore della campagna (GPS: 40.30424, 19.4470). Non c’è un vero e proprio sentiero ben segnalato, quindi dovrete essere pronti ad una breve camminata nella natura.

La Chiesa di Marmiroi, eretta tra il X e il XII secolo (quindi ha circa 1.000 anni!), è una delle più antiche e rare testimonianze della fede cristiana in Albania ed un interessante e autentico esempio d’architettura sacra bizantina nei Balcani, ancora oggi adibito al culto per la gente del posto. Ben conservata nel suo aspetto esteriore, gli interni mostrano tutti i segni e le deturpazioni del tempo, che però in qualche modo contribuiscono al suo fascino di luogo autentico e quasi inviolato.

Raramente incontrerete altre persone durante la vostra visita, al più qualche pastore locale, ma la porta di solito viene lasciata aperta o socchiusa con la chiave nella toppa. Apritela e date un’occhiata ai suggestivi interni dove sono ancora visibili alcuni favolosi resti di antichi affreschi colorati d’epoca bizantina. Il silenzio, la bella vista sul mare e sulla sottostante laguna, l’atmosfera bucolica della campagna circostante, vi faranno dimenticare per un momento di essere alle porte della vivace Valona e vi daranno la sensazione di essere esploratori in terre ancora tutte da scoprire.

Se nel frattempo vi fosse venuta fame, in zona ci sono alcuni buoni ristoranti. Un altro posto segreto, conosciuto per lo più soltanto dalla gente del posto, è il Sofra e Vjeter Agroturizem, un agriturismo a conduzione familiare situato sulle colline appena fuori da Orikum, lungo la strada sterrata e i sentieri escursionistici che dall’abitato moderno di Tragjas portano al vecchio borgo abbandonato (Tragjasi i Vjetër), che serve ottime specialità della cucina regionale, cucinate in maniera tradizionale e preparate con gustose materie prime locali, come capretto, formaggi, ricotta e burro di capra. Vi prego, mantenete il segreto!

Un’altra buona alternativa in zona è il Restorant Rrepet e Izvorit, nel borgo di Tragjas. Aperto per lo più a pranzo, anche questo ristorantino a conduzione familiare serve buone specialità della cucina locale cucinate in maniera tradizionale, in un contesto tranquillo e informale. Con la bella stagione potreste pranzare nel loro bel giardino. Se siete giusto di passaggio, potreste fermarvi da Qendra e Peshkimit, un ristorante-pescheria che serve piatti di pesce appena pescato lungo la strada SH8 che da Orikum va verso Valona.

Se preferite la carne, proprio di fronte c’è Laberia, una trattoria alla buona che serve agnello alla brace ed altre specialità locali a prezzi ragionevoli. Questa è anche la zona dove si trovano le migliori spiagge e i migliori hotel fronte mare di Valona.

PARCO NAZIONALE DI LLOGARA

Uno dei luoghi più belli e sorprendenti della Contea di Valona è il Parco Nazionale di Llogara, una vasta area montuosa protetta che si estende tra la penisola di Karaburun e le alte vette dei Monti Acrocerauni, meta ideale per escursioni, lunghe passeggiate nella natura o semplicemente per una gita fuori porta di qualche giorno, occasione ideale per fuggire dalla calura estiva e godersi la gustosa cucina albanese di montagna.

Panorama sulla Riviera Albanese visto dalla strada del Passo di Llogara in direzione di Dhermi.

Situato a soli 40 km a sud di Valona, lungo la strada per Dhërmi e per le altre rinomate località del sud, il cuore del parco è il Passo di Llogara (1.027 m sul livello del mare), situato alle pendici del Maja e Çikës, un’aspra montagna di 2.044 metri. Dalla soleggiata riviera albanese la strada SH8 sale fino al Passo di Llogara attraversando fresche foreste di conifere prima di ridiscendere verso Dhërmi, offrendo viste mozzafiato sul mare e sulla costa.

Sul passo troverete una manciata di ristoranti che servono carne alla griglia e specialità della cucina albanese di montagna, come capra, agnello e montone cotti lentamente sulla brace allo spiedo, vari piatti a base d’agnello, come il succulento tavë kosi e il buonissimo yogurt prodotto localmente e servito con il miele della zona. Lungo la strada è facile imbattersi in bancarelle di contadini del posto che vendono miele e tè di montagna. Ed è impossibile non volersi fermare nei tanti punti panoramici che offrono belle viste sul mare e la possibilità di esplorare qualche relitto dei tempi del comunismo, tra gli immancabili relitti di vecchi bunker e installazioni militari. Nelle giornate più terse è facile vedere la costa italiana all’orizzonte.

Il Parco Nazionale di Llogara è una vera oasi di tranquillità ed è il punto di partenza di decine di sentieri che permettono di esplorare le zone poco battute e selvagge nei dintorni, inclusa una serie di calette nascoste raggiungibili solo via mare o con lunghe escursioni. Trovate maggiori dettagli nella mia guida su Dhërmi. Non è un mistero che questo sia uno dei miei posti preferiti in Albania, e per questo vi consiglio di pernottare almeno una notte qui e godervi appieno la natura e la gastronomia.

Proprio sul Passo di Llogara c’è un ottimo hotel, il Llogora Tourist Village, che è di per sé un’attrazione. Oltre ad offrire sistemazioni moderne e confortevoli, vanta una piscina coperta riscaldata, una sauna e un enorme giardino con parco giochi per bambini nel quale spesso e volentieri passeggiano liberamente decine di docili cerbiatti.

PARCO NAZIONALE MARINO DI KARABURUN E SAZAN

Visitando Valona non dovreste perdervi l’opportunità di esplorare il Parco Nazionale Marino di Karaburun e Sazan, ovvero la selvaggia penisola di Karaburun – famosa per le sue favolose baie secluse, accessibili solo dal mare, e le sue grotte marine – e la misteriosa Isola di Saseno (Sazan), fino a pochi anni fa una zona militare top-secret.

La riserva marina protegge decine di chilometri di costa vergine caratterizzata da scogliere a picco sul mare smeraldo e decine di favolose baie incastonate tra montagne ricoperte di boschi e di arbusti mediterranei, un paesaggio unico nel suo genere. Le acque cristalline della riserva sono anche l’habitat naturale di delfini e di alcune specie rare e a rischio d’estinzione, come la tartaruga caretta caretta e la tartaruga marina verde, ma anche la foca monaca mediterranea, considerata la specie di foca più rara al mondo.

L’isola di Saseno (Sazan) vista dal porto di Valona.

D’estate dei tour in barca da Valona permettono ai turisti di accedere per poche ore all’isola di Saseno (Sazan), situata proprio all’imbocco della Baia di Valona e la cui sagoma è chiaramente riconoscibile all’orizzonte guardando il mare da Valona. L’isola ha una storia piuttosto avvincente e circondata da oscuri misteri. Fino al 2015 l’isola era completamente inaccessibile, in quanto zona di esclusione militare. Per lungo tempo possedimento veneziano, poi greco, venne occupata dal Regno d’Italia nel 1914 e successivamente inglobata dapprima nella provincia di Zara e poi in quella di Cattaro (l’odierna Kotor, Montenegro). Gli italiani costruirono sull’isola una piccola base militare e un borghetto dotato di tutti i servizi essenziali.

Tutto ciò venne forzatamente ceduto all’Albania al termine della Seconda Guerra Mondiale, quando si aprì il più oscuro dei capitoli della storia di Saseno. L’isola venne infatti trasformata in una base militare sovietica top-secret. Durante le prime fasi della Guerra Fredda la dittatura albanese si era spesa per creare buoni rapporti con il regime sovietico, anche al fine di ottenerne protezione militare, e per questo agli inizi degli anni ’50 aveva consentito ai sovietici di installare una propria base sull’isola. Un avamposto nel cuore del mediterraneo unico nel suo genere, a 70 km dalla costa italiana.

La base ospitava sommergibili sovietici della classe Whisky e un impianto segreto per la produzione di armi chimiche e biologiche. La base venne probabilmente abbandonata dai sovietici all’inizio degli anni ’60, dopo la rottura delle relazioni tra l’Albania e l’URSS. Tra il 1997 e il 2009 l’isola ospitò una base della Guardia Costiera Italiana, allo scopo di presidiare l’area e reprimere il contrabbando e i traffici illeciti tra l’Albania e l’Italia. Ora l’isola di Sazan è per lo più selvaggia e disabitata, con splendide spiagge, foreste e resti della vecchia base da esplorare.

I tour in barca solitamente proseguono verso la penisola di Karaburun, uno dei posti più scenici della costa albanese, e permettono di esplorare alcune tra le baie più belle, come la Baia di Grama – un tempo riparo per le navi greche e romane, famosa per le iscrizioni sulle rocce in un antico dialetto greco, risalenti ad oltre 2000 anni fa – ed altre minuscole calette, come quella di Gjiri i Llovizit, Gjiri i Inglezit, la stretta insenatura del Kanioni i Skafistave e la bella Baia di Skaloma.

La Grotta di Haxhi Ali, la più grande e spettacolare tra le grotte marine della Penisola di Karaburun, visitabile soltanto con tour in barca da Valona.

Raggiungibili in barca da Valona o anche con lunghe escursioni (3-5 ore solo andata, non ci sono sentieri segnalati ed è opportuno aggirare a sud la base militare, attraversando un aspro e impervio paesaggio montuoso, non facile) da Orikum, ci sono altre belle baie, come Gjiri i Brisanit e Gjiri i Dafines, mentre sul versante opposto ci sono chilometri di belle spiagge raggiungibili in barca, come la Baia di Zhanpovel. Un tempo anche quest’area era off-limits: è facile imbattersi in vecchi bunker e batterie d’artiglieria divelte. Tuttavia, credo si tratti ancora di una zona sotto controllo militare e non è detto che sia del tutto sicura.

Una delle attrazioni più popolari della penisola di Karaburun sono le sue grotte marine, la più grande delle quali è la Grotta di Haxhi Ali, che secondo la leggenda un tempo era un covo dei pirati. Chissà, sta di fatto che le barche dei tour riescono ad entrarci senza alcun problema. I tour guidati in barca durano in genere 6-9 ore e partono ogni mattina da Valona (in genere da aprile-maggio fino ad ottobre), fanno una sosta a Sazan e poi proseguono verso la Grotta di Haxhi Ali e alcune tra le spiagge di Karaburun.

Essendo situata molto più a sud, la Grama Bay è visitabile con specifici tour in barca che si dedicano esclusivamente alla costa di Karaburun e permettono di esplorare tutte le più belle baie della zona.

I MIGLIORI HOTEL DI VALONA

Essendo una delle principali città portuali dell’Albania, Valona è un importante punto di passaggio e porta d’accesso alle belle spiagge e ai paesaggi montuosi della Riviera Albanese. Facilmente accessibile e ben collegata anche con Durazzo e Tirana, è stata una delle prime città costiere a svilupparsi da un punto di vista turistico, e negli ultimi anni sono sorti diversi residence e hotel alla moda, specialmente lungo il tratto di costa più bello, quello a sud della città.

Sono diversi gli hotel di Valona che offrono un rapporto qualità prezzo migliore rispetto alle più piccole e gettonate località della costa meridionale. Il mare è meno bello, ma anche meno affollato, questo rende Valona una buona meta sia per chi è di passaggio che per chi vuole godersi un soggiorno tranquillo, visitando le attrattive della regione e godendosi la buona gastronomia locale, ricca di piatti autentici e ingredienti di qualità.

Che stiate cercando un hotel lussuoso, dotato di ogni comfort e con una bella vista sul mare, oppure una soluzione economica per chi è di passaggio, magari nelle vicinanze del centro o del porto, potrà sicuramente tornarvi utile la nostra guida ai migliori hotel di Valona.

I MIGLIORI RISTORANTI DI VALONA

Valona vanta decine di buoni ristoranti che servono principalmente cucina mediterranea di pesce, d’ispirazione italiana, oltre ad insalate e alcune semplici specialità locali. Nuovi locali alla moda nascono frequentemente a ridosso del lungomare e lungo le spiagge più popolari, dove d’estate ci sono club, bar e diversi ristoranti eleganti e raffinati, così come posti più modesti e informali a prezzi più abbordabili. In questa guida cercherò di darvi qualche buon indirizzo, sia di posti un pochino più raffinati, che di posti più veraci e autentici, come piacciono a me.

Partendo dai posti più veraci, per un po’ di buona ciccia grigliata accompagnata da qualche specialità locale e una bella birra fresca, andate da Piceri Aiden Zgara Korçare, sul lungomare vicino al porto. A due passi c’è anche Skerdi, che serve abbondanti portate a base di pesce a prezzi onesti e in un ambiente decisamente informale. Poche e semplici portate di cucina regionale e agnello cotto su braci di legna (nella pentola tradizionale chiamata saç) alla Taverna Shushica, una piccola trattoria alla buona a conduzione familiare nel centro di Valona.

Esperienza culinaria autentica anche al Sofra e Lakrorit, che serve buone specialità della cucina albanese accompagnate da un lakror (una sorta di sottile torta salata con verdure, simile al burek) e qualche bicchierino di raki. A poca distanza dal porto il minuscolo Fish Restorante Tek Beni Meta è un localino alla buona, cinque tavoli in tutto, che serve ottimo pesce fresco grigliato o fritto a prezzi onesti, da annaffiarsi con un po’ di vino della casa.

Se cercate qualche ristorantino più curato e alla moda, potreste fare un salto al Ristorante Tre Forchette, tra i più rinomati di Valona, che propone principalmente cucina italiana, specialità di pesce, primi piatti, fritture e pesce o carne alla griglia. Il lungomare a sud di Valona pullula di ristoranti decenti che servono principalmente pesce, dal crudo ai primi piatti per concludere con fritture e grigliate del pescato del giorno. Un indirizzo piuttosto popolare è il Restorant Joni Vlore. Sul lungotevere nord, invece, c’è un altro ottimo ristorante di pesce, il Maison des Chefs, che si distingue per la qualità e la creatività della sua cucina, a pochi passi dal mare.

Prezzi modici e buon pesce fresco anche nei ristoranti dalle parti di Narta, come la Taverna E Miqësisë e i più modesti Restorant Barba Nartë e Bar Restorant Arta-Mario, che se disponibili servono anche specialità locali fatte con le anguille di Narta (indicate sui menù come ngjala o ngjale) e gustosi tavë di pesce, una sorta di stufati fatti con il pescato del giorno o con le anguille. Quest’ultimi però richiedono una lenta cottura e quindi solitamente vanno prenotati con almeno un paio d’ore d’anticipo.

Per chi volesse assaggiare qualche specialità locale in un contesto più “pettinato” rispetto alle classiche bettoline tradizionali, a pochi passi dal porto di Valona c’è il Novus Traditional Food Restaurant, una sorta di tavola calda che serve diversi piatti della tradizione in un ambiente moderno e informale.

COME ARRIVARE A VALONA

Valona è facilmente raggiungibile dall’Italia, dato che il suo porto ha connessioni giornaliere in traghetto con il porto di Brindisi. I traghetti da Brindisi a Valona impiegano circa 7,5 ore, partono in tarda serata (solitamente intorno alle 23.30) e arrivano intorno alle 7.00 del mattino a Valona. I traghetti da Valona a Brindisi partono intorno alle 14.30 e arrivano a Brindisi intorno alle 20.30, per un totale di circa 6 ore di viaggio. Entrambe le rotte sono operate dalla compagnia European Ferries. I prezzi (solo andata) partono dai 55€ per passeggero a piedi e 130 € per auto con un conducente. Biglietti, orari e prezzi aggiornati sono disponibili su Direct Ferries.

Il modo migliore per arrivare a Valona ed esplorare i dintorni è in auto. Valona è ben collegata anche con Tirana e Durazzo, oltre che con le principali località della Riviera Albanese, come Dhermi e Ksamil. Una rotta alternativa al traghetto da Brindisi può essere quello per Durazzo, collegato con diversi traghetti giornalieri al porto di Bari. D’estate i traghetti da Durazzo a Bari sono ancora più frequenti, con connessioni sia diurne che notturne.

Per quanto riguarda i voli per Valona, l’aeroporto più vicino è quello di Tirana. Da lì conviene noleggiare un’auto e guidare fino a Valona (160 km, circa 2,5 ore). Sia all’aeroporto di Tirana che nei dintorni del porto di Valona ci sono diversi buoni autonoleggi, con tariffe abbastanza economiche. Potete controllare disponibilità e prezzi dei migliori autonoleggi su Rentalcars.com o Discovercars.com.

Non fatevi ingannare dalla presenza di binari che attraversano la città e persino di una stazione (se non altro interessante esempio dell’architettura comunista albanese): nessun treno porta a Valona. La ferrovia non è più funzionante da tempo ed è in totale abbandono. Ci sono alcuni autobus e minibus (furgon) da Tirana, Saranda e Fier. Arrivano e partono vicino al Monumento all’Indipendenza. Per conoscere gli orari di partenza chiedete agli autisti in loco, perché possono essere estremamente variabili.

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