Transnistria dalla A alla Z: Guida alla scoperta dell’ultima repubblica sovietica

Transnistria: Tiraspol Bender

La Transnistria è uno degli ultimi baluardi della vecchia Unione Sovietica e per questo oggi è meta di un numero sempre in crescita di avventurieri da tutto il mondo desiderosi di vedere con i propri occhi uno dei Paesi più off-limits al mondo.

Le informazioni disponibili su questa nazione pressappoco sconosciuta e di fatto non riconosciuta da nessun altro Paese al mondo (ad eccezione dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud, a loro volta nazioni de facto) sono decisamente scarse, obsolete e spesso fuorvianti.

Per questo ho pensato di creare questa mini guida dedicata a chiunque voglia avventurarsi nel Paese che non esiste.

La guida è aggiornata frequentemente in base alle esperienze dei miei viaggi ed anche grazie ai feedback dei viaggiatori che seguono questo blog, per cui ogni contributo è sempre ben accetto.

ORGANIZZARE IL VIAGGIO

Documenti

Passaporto con almeno 6 mesi di validità residua.

Copertura Sanitaria

La copertura sanitaria europea non è valida in Transnistria.

Può essere utile stipulare una assicurazione sanitaria per la Moldavia.

Dato lo scarso livello delle strutture mediche in caso di necessità, se possibile, è preferibile raggiungere Chisinau e rivolgersi alle strutture mediche consigliate dalla propria assicurazione di viaggio.

Assistenza Consolare

Occorre ricordare che le ambasciate hanno potere di intervento in Transnistria pari a zero.

La frontiera (questa temuta)

Ieri

Fino a pochi anni fa passare la frontiera transnistriana era un’impresa. Quando le milizie controllavano i documenti il sangue gelava nelle vene, nella speranza che nessuna guardia salisse sul bus, con il tuo passaporto in mano e guardando proprio te, il che significava “sei nei guai!”.

Spesso e volentieri venivano contestate le più disparate mancanze o colpe, invocati regolamenti e timbri dell’infinita galassia burocratica di stampo filo-sovietico, e quindi comminate multe o richiesti versamenti di tasse. Un modo più educato di chiamare le mazzette, tutto qua.

Andare in macchina poteva essere una pessima idea, tra tasse e mazzette si rischiava di rimetterci un bel po’ di denaro o di non passare. La soluzione migliore era sicuramente la marshrutka, o il treno. Soprattutto in uscita se prendevi il treno potevi avere qualche possibilità in più di eludere i controlli. Tanti sono entrati, tanti no, tanti hanno pagato, qualcuno no. E il mito della Transnistria comincia proprio da qui.

Oggi

Attualmente la condizione alle frontiere transnistriane è piuttosto tranquilla. Al momento dell’arrivo è richiesta la compilazione della fiche di ingresso con le generalità del viaggiatore. Alla frontiera di Bender (la maggiore verso Tiraspol) ci sono degli sportelli con delle guardie che di norma si limitano a fare le classiche domande: motivo del viaggio, quanti giorni, dove dormi. Rilasciano un foglio da conservare gelosamente, andrà restituito quando uscirete dalla Transnistria. Tutto qua. Easy no?

Come Arrivare

Il modo migliore per arrivare a Tiraspol è con una delle marshrutke (taxi collettivi dell’Est) che partono dall’autostazione di Chisinau, praticamente alle spalle della zona dove solitamente si tiene il mercato. Ce n’è una ogni mezzora ed il costo del biglietto è di 37 lei, circa 2 €. C’è una biglietteria separata rispetto a quella delle autolinee e si trova sulla sinistra subito dopo l’ingresso, praticamente davanti i minibus. 

Dove Dormire

Fino ad una manciata di anni fa le alternative per dormire a Tiraspol erano nell’ordine: costoso hotel in freddo stile sovietico, qualche stanza in qualche casa, un ostello non autorizzato (per cui niente registrazione e quindi rischio di big problems), che in realtà era una mezza topaia imbevuta di vodka, ed un ostello autorizzato che in realtà era un piccolo appartamento in un vecchio palazzo d’epoca sovietica con qualche letto a castello e che, tra l’altro, aveva la caratteristica che se non ti presentavi puntuale al ritiro delle chiavi il proprietario ti mandava direttamente a quel paese e ti lasciava senza un tetto dove dormire.

Ora di anno in anno l’offerta di alloggi è cresciuta e ci sono soluzioni per tutte le tasche.

Per la ricerca degli alloggi si può fare affidamento ai portali come Booking.com e AirBnb.

Per un posto letto in ostello si spendono solitamente 7-8 euro.

Soldi

La valuta in uso in Transnistria è il rublo transnistriano.

È bene portare con se una piccola somma di denaro contante per le spese di prima necessità: la quasi totalità degli sportelli ATM non funziona con le carte dei circuiti occidentali.

I servizi di cambio chiudono abbastanza presto: non fate come me che mi sono ritrovato di sera per strada, assetato e senza un soldo in tasca per poter prendere un sorso d’acqua e qualcosa da mangiare.

Internet e Telefono

È difficile trovare wi-fi zone libere e i telefoni potrebbero avere qualche problema con il segnale, quindi occorre tenere in conto che per strada potrebbe non esserci la possibilità di navigare o comunicare via telefono o whatsapp.

Sicurezza

È bene evitare di avere atteggiamenti stravaganti o provocatori e di fare cose che possono sembrare sospette soprattutto vicino gli edifici governativi. In Transnistria qualunque cosa accada, siate discreti.

COSA VEDERE E COME MUOVERSI

In tanti mi avete chiesto di segnalare qualche contatto locale da poter incontrare a Tiraspol, in modo da poter girare la città con lui, vedere le zone più interessanti della Transnistria, mangiare e bere qualcosa di tipico e soddisfare tutte le domande e le curiosità che avete in mente.

Ho una novità! Un ragazzo che ho conosciuto qualche anno fa a Tiraspol ha avviato, insieme ad altri ragazzi e ragazze, una attività di tour in Transnistria.

Se avete voglia di trascorrere una giornata con una persona del posto questa è l’occasione giusta!

Potete prenotare direttamente dal link che trovate di seguito (in questo modo la prenotazione è garantita da un partner sicuro ed affidabile):
In questo momento ritengo opportuno non consigliare soluzioni di viaggio in Transnistria in quanto le frontiere transnistriane sono chiuse agli stranieri a causa dell’emergenza Coronavirus.

PRIMA DEL VIAGGIO

Comprendere la Transnistria

La Transnistria è una striscia di terra lunga e stretta che corre in verticale lungo il confine tra la Moldavia e l’Ucraina e che fino al 1990 è stata parte integrante della Repubblica Socialista Sovietica Moldava, una delle Repubbliche dell’URSS.

Il 2 settembre 1990 la Transnistria ha unilateralmente dichiarato la propria indipendenza sotto il nome di Repubblica Moldava di Pridnestrov’e.

Con il crollo dell’Unione Sovietica e la dichiarazione di indipendenza della Repubblica di Moldavia la situazione si inasprì, sfociando in un conflitto tra il governo di Chisinau e le autorità locali filo-russe.

I motivi sono sicuramente da ricercarsi non solo nella semplice rivendicazione territoriale, in quanto la Transnistria rivolgeva un ruolo molto importante per l’economia della Moldavia in quanto regione più industrializzata. La Transnistria nel 1990 produceva da sola almeno il 40% del PIL moldavo e circa il 90% dell’energia elettrica del Paese.

La Guerra di Transnistria combattuta nel ’92 tra la Repubblica di Transnistria (supportata dalla 14° Armata della Guardia Sovietica, dai Cosacchi del Don e da schiere di mercenari russi e ucraini) e la Moldavia (supportata dalla Romania) si concluse con un “cessate il fuoco” e con la creazione di una zona demilitarizzata lungo il fiume Nistro.

La 14° Armata sotto il comando dell’Esercito Russo fu trasformata in Gruppo Operativo delle Forze Russe in Moldavia, in servizio per la Commissione di Controllo Congiunta (organismo formato da membri di Transnistria, Russia e Moldavia).

Ancora oggi, nonostante gli accordi presi all’OSCE e i ripetuti inviti al ritiro da parte della NATO, le forze russe dell’ex 14° Armata sono presenti in Transnistria. 

Esse rappresentano un importante pedina negli equilibri militari europei e mondiali, essendo un vero e proprio avamposto russo nel cuore dell’Europa a guardia degli enormi depositi di munizioni sovietiche presenti in Transnistria nella zona di Cobasna, una gigantesca polveriera che ancora oggi, dopo trent’anni, è pronta all’uso.

Nel 2014 la Transnistria ha chiesto l’annessione alla Federazione Russa. Ad oggi i cittadini transnistriani hanno la possibilità di ottenere il passaporto russo, al pari di quello moldavo. Oltre quello transnistriano, ovviamente.

Ed ironia della sorte, essendo la Moldavia storicamente, linguisticamente e culturalmente legata alla Romania (le antiche regioni di Bessarabia e Bucovina sono state parte della Romania fino ai primi anni ’40), per un transnistriano con passaporto moldavo è piuttosto facile ottenere quello rumeno, e quindi l’accesso all’Unione Europea.

E pensare che l’indipendenza transnistriana scaturì proprio dalle paure del popolo russofono di una eventuale riunificazione moldava con la Romania e la conseguente segregazione sociale degli abitanti di etnia russa.

Oggi la Transnistria diventa giorno dopo giorno un Paese sempre più normale. Tutto cambia piuttosto rapidamente e in maniera imprevedibile. Fino a pochi anni fa era un Paese governato dalla corruzione, con un’economia accentrata nelle mani di pochi oligarchi.

Di anno in anno le nuove generazioni hanno in qualche modo contribuito ad accorciare le distanze con il resto del mondo. La Transnistria è ancora certamente un Paese particolare, pesantemente di stampo filo-russo, e sempre sull’orlo dell’instabilità, ma oggi è sicuramente molto meno rude e pericoloso di un tempo.

A cominciare dalle temute frontiere, un tempo luogo di incubi e vere e proprie storie dell’orrore. Da diversi anni le nuove amministrazioni hanno cominciato a contrastare davvero e dall’interno la corruzione, istituendo anche un numero dedicato contro gli abusi.

Questo ha contribuito notevolmente al miglioramento del clima alle frontiere e da qualche anno tutte le vecchie usanze (richieste di ingenti mazzette, fermi e minacce) sembrano essere diventate piuttosto una rarità.

Perché visitare la Transnistria?

La prima domanda che spesso mi sento fare è: che ci vai a fare?

La Transnistria è una regione dalla storia recente piuttosto travagliata, è un po’ come entrare in un libro di storia contemporanea e viverne gli accadimenti con i propri occhi.

Sicuramente è meta di elezione di avventurieri ed estimatori della cultura dei paesi del blocco sovietico. Qui come in pochi altri posti al mondo è possibile fare un tuffo nella vita di una cittadina nel fermento della piena epoca sovietica. La marshrutka che da Chisinau porta a Tiraspol non è soltanto un minibus, ma una fottuta macchina del tempo.

Il delicato ed il rude, ragazze vestite come bamboline mischiate ad adolescenti di strada trasandati, ubriachi e minacciosi. Se queste sono scene da Est Europa, qui siamo nell’Est dell’Est. Sotto la polvere di quella che era una anonima periferia dell’Impero sovietico splendono ancora i vecchi fasti, le vecchie usanze, modi e costumi.

Tuttavia oggi la Transnistria non è più solo meta di spie, loschi faccendieri, contrabbandieri e trafficanti di armi, droga e donne. I viaggiatori sono sempre più frequenti e si sorprenderanno a scoprire un popolo piuttosto curioso e che pian piano si sta abituando alle visite di genti di paesi lontani.

Di certo una volta quello in Transnistria era un viaggio rischioso. Ricordo nitidamente la mia prima volta, il mio primo passaggio delle frontiere transnistriane. Ricordo chiaramente anche la preparazione del viaggio, l’indecisione, perché no, la paura. Ero consapevole di potermi cacciare in un guaio davvero grosso. E più ne ero consapevole più ne ero attratto.

Le informazioni disponibili erano pari a zero, poche, frammentarie, orribili ed esclusivamente su siti in lingua inglese. Era necessario fare tutto il possibile per minimizzare il rischio. Magari poteva tornare utile procurarsi un contatto locale, avere a portata di mano il numero della persona che ti avrebbe ospitato, prepararsi qualcosa di basico da dire in russo.

Ma il mondo cambia, purtroppo o per fortuna. In questo caso direi che è cosa buona. La relativa stabilità dei rapporti interni ed esterni della Transnistria, la lotta alla corruzione e al malaffare hanno restituito a tutti l’opportunità di vedere questa parte di mondo.

Il miracolo della pace pian piano ci sta restituendo delle terre meravigliose, l’Ossezia, l’Abcasia, la Cecenia, per dirne qualcuna. La Crimea. Magari un giorno ci restituirà il Donbass e ad una ad una tutte le terre tormentate dalle guerre.

Visitare la Transnistria oggi è alla portata di qualsiasi viaggiatore. Serve solo una testa ben salda sulle spalle, abbastanza da non tirarsi dentro guai inutili.

Tornano molto utili anche buone capacità di cavarsela da soli in un paese non abituato agli stranieri, una basica conoscenza della lingua russa e qualche soldo contante (i circuiti di carte occidentali non funzionano quasi da nessuna parte). 

Tiraspol oggi è una cittadina pressappoco normale e visitare la Transnistria oggi richiede nient’altro che le stesse attenzioni di qualsiasi altra parte dell’Est europeo.


LEGGI IL MIO REPORTAGE DI VIAGGIO

TRANSNISTRIA: IL PAESE CHE NON ESISTE


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