FOTOGRAFARE L’AURORA BOREALE

LA GUIDA DEFINITIVA ALLA FOTOGRAFIA DELLE NORTHERN LIGHTS

All’epoca ero un giovane fotoreporter di cronaca, avevo appena conseguito il diploma in fotografia e passavo le giornate consumando le suole delle scarpe correndo da una parte all’altra della Capitale. Il Grande Nord era un sogno lontano, un sospiro sulla carta patinata del National Geographic.

Passarono anni e finalmente realizzai il sogno. Ero nel sud della Groenlandia, in una notte di fine agosto. Improvvisamente il cielo cominciò a schiarirsi, le luci dell’aurora boreale stavano per incendiare il cielo ed io quasi non riuscivo a credere ai miei occhi. Rimasi pietrificato davanti allo spettacolo della natura, posai la macchina fotografica, mi sdraiai al suolo e con gli occhi lucidi rimasi tutto il tempo a guardare quella danza di luci che ora esplodeva proprio sopra di me.

Di tempo ne è passato e di aurore boreali da quel momento ho avuto la fortuna di fotografarne abbastanza. Posso ritenermi ancora più fortunato per avere avuto l’occasione di vivere in Lapponia per diverso tempo, con l’opportunità di vederne una quasi ogni sera. Ma nonostante tutto la meraviglia e lo stupore nel vedere un’aurora boreale sono rimasti sempre intatti.

Con il tempo ho avuto modo di conoscere bravi fotografi e persone alle prime armi. Dai primi ho cercato di assorbire il più possibile per migliorare la mia tecnica, alle seconde è dedicata questa guida.

Fotografare l’Aurora Boreale è facile. Basta seguire pochi e semplici accorgimenti ed applicare un minimo di tecnica fotografica.

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Fotografare Aurora Boreale

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DOVE VEDERE L’AURORA BOREALE

Se la vostra idea è quella di andare a caccia dell’Aurora Boreale dovrete andare il più a nord possibile. O il più a sud possibile, ma in quel caso si chiamerà Aurora Australe.

Una delle prime cose da tenere in considerazione si chiama Ovale Aurorale ed è una mappa che ci aiuta a capire la probabilità di vedere un aurora in una determinata zona. Quindi la prima condizione è che la nostra zona di caccia deve essere compresa nell’ovale aurorale.

Di norma le zone migliori e con la più alta probabilità di trovarsi nell’ovale sono: Alaska, Canada del Nord, Groenlandia del Sud, Islanda, Lapponia (Estremo Nord di Norvegia, Svezia e Finlandia), Russia del Nord, Isole Svalbard.

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I luoghi migliori sono quelli lontani da qualsiasi fonte di inquinamento luminoso, quindi occorre andare lontano dalle città ed immergersi il più possibile nel buio. Gli spazi aperti (ad esempio prati, laghi ghiacciati o coste) sono migliori rispetto ai boschi perché si ha una visuale maggiore.

In Lapponia le zone dell’entroterra offrono una probabilità più alta di cieli limpidi e di basso inquinamento luminoso.

Tra le migliori zone al mondo per la visione dell’aurora boreale si segnalano il campo base glaciale di Qaleraliq in Groenlandia ed il Parco Nazionale di Abisko in Lapponia Svedese. Queste due aree sono caratterizzate dalla totale assenza di inquinamento luminoso e da elevata probabilità di cieli limpidissimi. La prima si trova in una zona estremamente remota, davanti ad uno dei fronti della Calotta Polare Artica. La seconda è incastonata nel profondo entroterra lappone e Kiruna, la città più vicina, dista oltre 90 chilometri per cui niente inquinamento luminoso oltre ad un buon clima secco e poche nuvole grazie alle montagne che tengono alla larga le perturbazioni atlantiche).

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IN QUALE PERIODO VEDERE L’AURORA BOREALE

Di norma l’Aurora Boreale è visibile da settembre a marzo, con l’eccezione della Groenlandia, in cui è possibile vederla già dalla metà di agosto e fino alla metà di aprile.

In Lapponia i periodi migliori sono settembre/ottobre e marzo quando di norma l’attività solare è maggiore e la probabilità di avere un cielo limpido più alta.

Le ore migliori di norma vanno dalle 20.00 all’1.00, ma non è la norma. L’Aurora Boreale è un fenomeno abbastanza imprevedibile, per cui durante la notte polare può capitare di vederla tanto alle 14.00 quanto alle 4.00 del mattino. Ovviamente è necessario che sia buio. Le previsioni fornite dai servizi meteorologici spesso vengono in aiuto di noi poveri cacciatori d’aurore e ci aiutano ad orientarci giorno per giorno sugli orari migliori.

Northern Lights Norway Tromso Alta

LE CONDIZIONI NECESSARIE PER VEDERE L’AURORA BOREALE

  • Essere nell’ovale aurorale: prima cosa dobbiamo assicurarci di essere in una zona dove la probabilità che il fenomeno si verifichi è buona;

  • Avere sufficiente attività geomagnetica: date un’occhiata alle previsioni online, la forza dell’aurora è misurata in Kp e va da un valore minimo di 0 ad un massimo di 9. Se il valore è 0 non c’è chance di vedere una aurora, con un valore di 1 bisogna trovarsi molto a Nord (alle Svalbard per esempio). Da Kp2 in su è possibile avere aurore sulla Lapponia, nelle zone di Tromso, Alta e Abisko e così via, più cresce il numero Kp più le aurore possono essere viste a sud.

    Il valore Kp5 corrisponde a G1 ovvero ad una Tempesta Solare di 1°grado, il che significa che l’attività è piuttosto alta e si possono vedere belle aurore. Kp9 corrisponde a G5 ed è una Tempesta Solare Estrema, quindi si possono avere aurore brillanti e molto colorate (con sfumature di rosso e porpora) ma può creare anche grossi problemi alle telecomunicazioni, alla navigazione aerea e marittima e alle linee elettriche.

  • Avere un cielo sereno: se il cielo è coperto niente aurora perché le nuvole si trovano ad una altezza inferiore rispetto all’aurora e quindi la nascondono;

  • Avere poche luci intorno: il cielo luminoso vicino le città o le abitazioni rende più difficile vedere le aurore e non permette di apprezzarle a pieno;

FOTOGRAFARE L’AURORA BOREALE: I 5 ERRORI DA NON FARE

  • Cercare di fotografare l’aurora con lo smartphone o con una fotocamera compatta: per fotografare l’aurora boreale è necessario avere una fotocamera con un sensore di qualità e con la possibilità di regolare manualmente i parametri di scatto;

  • Cercare di fotografare l’aurora senza cavalletto: il treppiede è indispensabile per non ottenere foto completamente mosse perché i tempi di scatto sono piuttosto lunghi;

  • Non vestirsi adeguatamente: la caccia all’aurora boreale richiede di stare fuori al freddo per molte ore, non vestirsi adeguatamente potrebbe rivelarsi un grosso problema;

  • Non impostare la fotocamera in anticipo: la prima cosa da fare quando cominciamo la nostra caccia all’aurora boreale è preparare la fotocamera. Quindi scegliamoci un buon posto, montiamo la fotocamera sul treppiede, scegliamo le impostazioni corrette e facciamo qualche scatto di prova. Sarà importante assicurarsi che esposizione e messa a fuoco siano a posto, perché quando l’aurora boreale comincerà a danzare non avrete tempo di fare tutto ciò, dovrete solo pensare a scattare e godervi lo spettacolo;

  • Non avere batterie di riserva: con le basse temperature le batterie si scaricano molto molto velocemente. Può capitare che dopo un’ora passata ad aspettare l’aurora la fotocamera decida di fare cilecca proprio nel momento meno opportuno. Per cui è consigliatissimo avere sempre delle batterie di riserva al caldo nella tasca del giubbotto.

Approfondimento:[break]COME NON ROVINARE LA FOTOCAMERA QUANDO FOTOGRAFIAMO LE AURORE BOREALI

Quando cercherete di fotografare l’aurora boreale farà freddo. Non importa quanto, non fa la differenza una temperatura di -30°C da una di +5°C, almeno per la fotocamera. Il problema in se non è tanto il freddo, quello porta dei problemi si, ma di solito temporanei.

Con il freddo estremo quello che può succedere è che la fotocamera non risponde correttamente ai comandi, è lenta, le batterie vanno giù improvvisamente. Nel peggiore dei casi si blocca e questo è causato da problemi all’elettronica che non è progettata per lavorare a temperature estreme. Ma ripeto questo non è un grosso problema, il problema inizia quando finiamo di fotografare le aurore boreali e sono le temute condense.

Proprio per questo non fa molta differenza quanto freddo fa, ma quanto caldo e umido sarà il posto in cui porterete la fotocamera dopo. Il rischio è che dopo qualche ora passata all’esterno la fotocamera sarà molto fredda e non appena incontrerà l’aria calda di una stanza o all’interno dell’automobile l’umidità dell’aria calda condenserà sul corpo della fotocamera e sulle lenti.

E’ pura fisica, come lo è il passaggio di stato successivo: la condensa diventerà acqua, goccioline di acqua ovunque. E pensate cosa possono combinare minuscole goccioline di acqua sparse ovunque su delicatissime componenti elettroniche. Per non parlare del fatto che queste goccioline possono avviare lenti ma letali e irreversibili processi ossidativi all’interno dei circuiti.

Niente paura: una volta che avremo finito di fotografare l’aurora quello che dovremo fare sarà semplicemente mettere il tappo all’obiettivo e spegnere la fotocamera. Non smontate mai l’obiettivo (di norma l’attacco isola l’interno della fotocamera dall’esterno, quindi è meglio non toccare nulla per evitare la formazione di condense all’interno della fotocamera). Se vogliamo estrarre la scheda di memoria possiamo farlo, ma prima di entrare nel luogo caldo.

A questo punto inseriamo la fotocamera in un sacchetto tipo quelli per il congelatore e sigilliamola bene al suo interno. Inseriamo il sacchetto con la fotocamera nella nostra bella borsa fotografica, a questo punto possiamo andare ovunque vogliamo ma ad una condizione: la fotocamera per qualche ora deve restare nel sacchetto, dimenticatevi di averla, non va assolutamente toccata. In questo modo impediamo all’aria calda e umida di venire a contatto diretto con la nostra fotocamera fredda.

Mi è capitato di vedere gente avvolgere la fotocamera negli stracci allo scopo di evitare i problemi da freddo. Ok, non fatelo. Ancora una volta semplice fisica spicciola: gli abiti servono per isolare, quindi noi sentiamo caldo perché il nostro corpo produce calore e gli abiti fungono da isolante rallentandone la dispersione. Più il vestito è isolante più sentiamo caldo perché non riusciamo a dissipare quel calore prodotto dal corpo. Una fotocamera non scalda, non produce calore, quindi non c’è nulla da isolare. Avvolgerla negli stracci non servirà a nulla se non a farvi guardare male dagli altri.

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COSA SERVE PER FOTOGRAFARE L’AURORA BOREALE

  • Fotocamera Digitale Reflex o Mirrorless: per fotografare l’aurora boreale abbiamo bisogno di una fotocamera che permetta l’impostazione manuale dei parametri di scatto. Vedremo in seguito come impostarli correttamente.

  • Ottica grandangolare di buona qualità: un obiettivo grandangolare (o ultra-grandangolare, tipo il fish-eye) è la scelta d’elezione nella fotografia dell’aurora boreale, perché permette di catturare ampie porzioni di paesaggio e di aurora, dando spazialità e riuscendo a catturare bene il movimento. Certo nessuno vieta di fotografare con un normale (50 mm), a patto che sia una scelta ragionata. Di norma sotto i 18 mm andiamo alla grande, anche se la fotocamera non è full-frame. Molto importante è avere un’ottica luminosa: maggiore è la massima apertura del diaframma possibile di conseguenza maggiore è la quantità di luce che riusciamo a catturare. Questo ci permetterà di ottenere belle foto senza dover salire troppo di ISO o dover utilizzare tempi di esposizione lunghissimi.

  • Treppiede: è uno strumento indispensabile, deve essere robusto e affidabile. Deve essere stabile e reggere perfettamente il peso della fotocamera senza oscillare, vibrare o ribaltarsi. Un cavalletto troppo leggero non è la scelta ideale in caso di vento, neve alta, fotocamere o obiettivi pesanti. Oggi se ne trovano in commercio diversi che corrispondono a tutti i requisiti: stabili, affidabili, abbastanza leggeri da poter essere portati nello zaino (meno di 1 Kg).

  • Batterie di ricambio: caricatele prima di andare a caccia di aurore e tenetele in una tasca del giubbotto. Vi serviranno.

Aurora-Fotografare

COME VESTIRSI QUANDO SI ESCE PER ANDARE A CACCIA DELL’AURORA BOREALE

Dobbiamo considerare che passeremo molto tempo fermi, al freddo, al vento e al buio. Può capitare di dover camminare nella neve. A me in Lapponia è capitato di dover camminare in oltre mezzo metro di neve per raggiungere il posto in cui avevo deciso di piazzare il treppiede. Quindi dobbiamo vestirci in modo da stare bene, al calduccio, evitando il rischio molto reale di un congelamento.

  • Piedi: calze termiche (meglio se di lana) e scarponcini da trekking o da neve;

  • Gambe: intimo termico (calzamaglia tecnica) e pantaloni imbottiti e impermeabili;

  • Corpo: maglia termica tecnica, maglione di lana, piumino o parka adatto alle basse temperature;

  • Testa: berretto tecnico (da alpinista), cappuccio del piumino o del parka;

  • Mani: un paio di guanti caldi e comodi (che permettano anche di manovrare la fotocamera);

A seconda del freddo può essere utile mettere un altro paio di calze, uno scaldacollo, un passamontagna o un altro paio di guanti.

In molte situazioni torna utile avere con se una torcia. La migliore soluzione è una lampada frontale a luce rossa e bianca, quella rossa disturba meno la vista al buio. La luce bianca può tornarci utile per il light painting o meglio per utilizzare la tecnica della luce pennellata, che però sono tecniche più evolute di cui non parleremo in questa guida.

Consiglio di portare anche un thermos con del tè caldo: scalderà e allieterà l’attesa dell’aurora.

COME IMPOSTARE LA FOTOCAMERA PER FOTOGRAFARE L’AURORA BOREALE

Per farla semplice, quando scattiamo una foto abbiamo tre variabili importanti che determinano il risultato: sensibilità della pellicola (ISO), apertura del diaframma (f), tempo di esposizione (sec.).

La sensibilità della pellicola (o meglio del sensore) ci dice appunto quanto il sensore è in grado di “vedere” al buio. Più gli ISO sono alti più riusciamo a fotografare al buio. Peccato che più saliamo con gli ISO e più la foto viene sgranata e il “rumore” digitale rovina le nostre immagini riempiendole di fastidiosi puntini luminosi. Conoscere i limiti della propria fotocamera è un grosso vantaggio: sapere se la propria macchina riesce a salire a 8000 ISO senza degradare la foto o se già a 1000 ISO crea immagini da buttare fa la differenza.

L’apertura del diaframma indica quanta luce è in grado di raggiungere il sensore in un determinato momento. Di fatto è un buco: più è grande e più luce passa. O se vi piace il paragone con il rubinetto è lo stesso: più è aperto e più acqua esce. Più il diaframma è aperto e meglio è, anche se di norma è meglio evitare di aprirlo al massimo per ottenere foto più definite e maggiore profondità di fuoco.

Il tempo di esposizione: indica per quanto tempo l’otturatore resterà aperto e quindi farà passare luce sul sensore. Più il tempo è lungo maggiore è la luce che entra.

IMPOSTIAMO GLI ISO

Ci serve un valore di sensibilità che ci permetta di scattare con una coppia diaframma/tempo non troppo estrema, quindi con un tempo non troppo lungo. Al contempo non vogliamo che il rumore digitale rovini le nostre foto.

A seconda della luminosità che abbiamo nella zona impostiamo un valore tra 1600 e 3200 ISO.

Se l’aurora si muove velocemente è meglio impostare gli ISO tra 2500 e 3200 in modo da poter diminuire il tempo di esposizione. Se l’aurora è piuttosto statica si possono utilizzare ISO più bassi e aumentare il tempo di esposizione.

Se la luna illumina il cielo e il paesaggio è molto luminoso possiamo scendere ad 800 ISO.

Quando si parla di ISO la regola è: più bassi sono e meglio è. Sempre.

IMPOSTIAMO IL DIAFRAMMA

Facilitiamoci la vita: se il vostro obiettivo permette di impostare il diaframma a f/2.8 facciamolo e non tocchiamolo più. Questa impostazione è perfetta per fotografare l’aurora boreale. In linea di massima bisogna scegliere un diaframma tra gli f/2.8 e gli f/4.

SCEGLIAMO IL TEMPO DI SCATTO

Con un tempo di scatto lungo riusciamo ad ottenere immagini luminose ed il movimento dell’aurora apparirà come una bella pennellata nel cielo.

Ma se l’aurora si muove molto velocemente è il caso di congelare il suo movimento caratteristico ed i suoi dettagli e per questo abbiamo bisogno di un tempo di esposizione più corto.

Per tempo di esposizione lungo intendo dai 20 ai 30 secondi, adatto ad aurore deboli.

Se l’aurora è forte il tempo ideale è tra i 15 e i 20 secondi.

Se l’aurora si muove velocemente è meglio alzare un po’ gli ISO e scattare intorno ai 6 secondi.

Se c’è la luna ed il paesaggio è molto luminoso possiamo scattare con tempi tra i 2 e i 10 secondi. Conviene sempre fare diverse prove.

In generale i miei tempi di scatto preferiti sono tra i 3 e i 15 secondi, a seconda di quanto è luminosa l’inquadratura.

IL FORMATO DELLE IMMAGINI

Se siete amatori, non sapete neanche come si apre Adobe Photoshop e non avete alcuna intenzione di fare postproduzione, ma vi interessa solo avere qualche foto da mostrare a parenti e amici, bene, potete impostare la fotocamera semplicemente su JPEG Alta Qualità.

In tutti gli altri casi scattate in RAW.

Se non avete mai scattato in RAW non fa nulla, scattate in RAW. Poi una volta a casa leggerete qualche tutorial su come sviluppare un file RAW. Unica accortezza: utilizzate schede di memoria capienti (sopra i 64 GB) perché i file RAW pesano oltre 25 MB l’uno.

Se la vostra intenzione è ottenere immagini di qualità e sapete già che le processerete con qualche software specifico per la postproduzione (come Adobe Lightroom) il RAW è vostro amico, vostro unico amico. Non avrete altro formato all’infuori del RAW.

Perché? Perché il RAW non è una foto già elaborata, sono dati matematici grezzi ed i software di editing lavorano su questi dati, quindi scattando in RAW riuscirete a postprodurre come si deve, potendo ritoccare più a fondo, in maniera più precisa e più pulita. Quando si fotografa l’aurora boreale si ha bisogno delle massime prestazioni che la propria fotocamera può offrire. Scattate in RAW: vi si aprirà un mondo!

BILANCIAMENTO DEL BIANCO

L’ideale è tra i 3000 e i 4000 K.

Se non sapete cosa significa non toccate nulla, la macchina lo farà in automatico. In ogni caso conviene spesso lasciarlo in automatico, è più comodo e in ogni caso si tratta di qualcosa piuttosto facile da correggere in postproduzione.

MESSA A FUOCO

Dobbiamo dimenticarci di usare l’autofocus. La messa a fuoco va fatta in manuale. Di norma è più che sufficiente mettere a fuoco su infinito.

Se la fotocamera ha uno stabilizzatore d’immagine bene, disattivatelo.

That’s is… ora aspetto di poter vedere le vostre foto! :)

COME SI FORMANO LE AURORE BOREALI

Vedere l’Aurora Boreale dovrebbe essere nella lista delle cose da fare almeno una volta nella vita di qualsiasi persona. Questa magica danza di luci e colori che gli inglesi chiamano Northern Lights è dovuta agli elettroni presenti nel vento solare che interagiscono con la Ionosfera terrestre. La Terra ha una schermatura naturale verso queste radiazioni, che prende il nome di Fasce di Van Allen, ma ai poli questa protezione è praticamente assente.

Quindi le particelle solari viaggiano verso i poli e qui a circa 100 km di altezza impattano con l’atmosfera creando il cosiddetto ovale aurorale, che ha come fulcro il polo magnetico della Terra (il quale è decentrato di 11° rispetto a quello geografico).

Quando le particelle ad alta energia incontrano gli atomi neutri degli elementi che formano l’atmosfera terrestre si scontrano con esse cedendo energia (in gergo si dice che vengono “eccitati” gli elettroni di valenza). Subito dopo l’atomo eccitato ritorna allo stato normale, l’energia viene riemessa sotto forma di un fotone (il funzionamento è simile a quello delle luci al neon) ed il colore che percepiamo è caratteristico: verde per gli atomi di ossigeno atomico e rosso per quelli di ossigeno molecolare, blu per l’azoto.

L’aurora boreale di solito appare di colore verde ed in base alla sua forza può avere sfumature e sprazzi rosso porpora e blu. Aurore completamente rosse sono estremamente rare, si verificano di norma una ogni 10 anni nei massimi periodi di attività del ciclo solare).

Raramente durante le aurore boreali è possibile sentire dei suoni simili a sibili, si tratta di suoni elettrofonici.

Approfondimento:[break]COME NON ROVINARE LA FOTOCAMERA QUANDO FOTOGRAFIAMO LE AURORE BOREALI

Quando cercherete di fotografare l’aurora boreale farà freddo. Non importa quanto, non fa la differenza una temperatura di -30°C da una di +5°C, almeno per la fotocamera. Il problema in se non è tanto il freddo, quello porta dei problemi si, ma di solito temporanei.

Con il freddo estremo quello che può succedere è che la fotocamera non risponde correttamente ai comandi, è lenta, le batterie vanno giù improvvisamente. Nel peggiore dei casi si blocca e questo è causato da problemi all’elettronica che non è progettata per lavorare a temperature estreme. Ma ripeto questo non è un grosso problema, il problema inizia quando finiamo di fotografare le aurore boreali e sono le temute condense.

Proprio per questo non fa molta differenza quanto freddo fa, ma quanto caldo e umido sarà il posto in cui porterete la fotocamera dopo. Il rischio è che dopo qualche ora passata all’esterno la fotocamera sarà molto fredda e non appena incontrerà l’aria calda di una stanza o all’interno dell’automobile l’umidità dell’aria calda condenserà sul corpo della fotocamera e sulle lenti.

E’ pura fisica, come lo è il passaggio di stato successivo: la condensa diventerà acqua, goccioline di acqua ovunque. E pensate cosa possono combinare minuscole goccioline di acqua sparse ovunque su delicatissime componenti elettroniche. Per non parlare del fatto che queste goccioline possono avviare lenti ma letali e irreversibili processi ossidativi all’interno dei circuiti.

Niente paura: una volta che avremo finito di fotografare l’aurora quello che dovremo fare sarà semplicemente mettere il tappo all’obiettivo e spegnere la fotocamera. Non smontate mai l’obiettivo (di norma l’attacco isola l’interno della fotocamera dall’esterno, quindi è meglio non toccare nulla per evitare la formazione di condense all’interno della fotocamera). Se vogliamo estrarre la scheda di memoria possiamo farlo, ma prima di entrare nel luogo caldo.

A questo punto inseriamo la fotocamera in un sacchetto tipo quelli per il congelatore e sigilliamola bene al suo interno. Inseriamo il sacchetto con la fotocamera nella nostra bella borsa fotografica, a questo punto possiamo andare ovunque vogliamo ma ad una condizione: la fotocamera per qualche ora deve restare nel sacchetto, dimenticatevi di averla, non va assolutamente toccata. In questo modo impediamo all’aria calda e umida di venire a contatto diretto con la nostra fotocamera fredda.

Mi è capitato di vedere gente avvolgere la fotocamera negli stracci allo scopo di evitare i problemi da freddo. Ok, non fatelo. Ancora una volta semplice fisica spicciola: gli abiti servono per isolare, quindi noi sentiamo caldo perché il nostro corpo produce calore e gli abiti fungono da isolante rallentandone la dispersione. Più il vestito è isolante più sentiamo caldo perché non riusciamo a dissipare quel calore prodotto dal corpo. Una fotocamera non scalda, non produce calore, quindi non c’è nulla da isolare. Avvolgerla negli stracci non servirà a nulla se non a farvi guardare male dagli altri.